sabato 11 maggio 2013

Berlusconi, comizio nella piazza «divisa» Supporter del Pdl aggredito da contestatori

Alla fine Silvio Berlusconi ha parlato per circa un'ora, sostenuto dagli slogan di circa 5 mila supporter (tanti sono secondo la questura, ma il Pdl in una nota sostiene che fossero 15mila). Dal fondo di piazza Duomo invece salgono i fischi di circa 500 contestatori, gli stessi che dalle 16 in poi hanno invaso il centro di Brescia creando momenti di forte tensione. Fino all'aggressione di un militante milanese di 45 anni, Roberto Cecchi, che lavora nella sezione del Pdl di viale Monza a Milano. È stato aggredito da tre antagonisti ventenni mentre stava cercando di mettere fine a un pesante diverbio tra contestatori e due anziani supporter azzurri. È stato preso a calci e pugni e ferito allo zigomo destro (una ferita profonda 3 centimetri). «Sono fatti gravissimi che vanno condannati senza se e senza ma. Gli estremisti vanno isolati» ha commentato a caldo Renato Schifani.
           

POMERIGGIO DI TENSIONI - I contestatori di centri sociali, Sel e Azione civile già dalle 16 hanno accerchiato l'hotel Vittoria, dove i grandi nomi del Pdl si sono radunati (Brunetta, Quagliarello, Verdini, Schifani, Santanché, Gasparri, Romani, la Prestigiacomo). Nel frattempo una manifestazione degli antagonisti si stava svolgendo nella vicina piazza Repubblica (c'era un presidio anche in piazza Loggia). Le proteste però sfuggono di mano e in centinaia di persone iniziano a confluire in piazza Duomo, dove alle 18 è atteso l'intervento di Berlusconi. La polizia forma un cordone all'altezza di via X Giornate per isolare i contestatari dal resto della piazza ed evitare contatti esplosivi. 
LA LEGA: «SICUREZZA DISASTROSA» - «Quanto accaduto oggi in Piazza Duomo è imbarazzante. La gestione dell'ordine pubblico è stata disastrosa» commenta il segretario provinciale della Lega Fabio Rolfi. Che ha proseguito: «Il neo ministro Alfano dovrebbe essere a conoscenza che nella nostra città ci sono immobili occupati da mesi dai centri sociali tra cui anche immobili comunali. Il tutto nel silenzio delle autorità preposte, nonostante le numerose denunce della Lega Nord e dei cittadini. Forse è il caso che lo Stato faccia qualcosa soprattutto dopo quanto accaduto oggi». Le polemiche investono inevitabilmente il nuovo questore Luigi De Matteo, arrivato in città solo da una settimana.
IL DISCORSO DI BERLUSCONI - L'ex premier prima liquida le proteste sostenendo che «l'amore» dei suoi supporter «è più forte del loro odio»; Poi difende la necessità di togliere l'Imu, di eleggere direttamente il presidente della Repubblica, «di tagliare le unghie a quel mostro di Equitalia». Ribadisce la fiducia al governo Letta per poi passare al tema caldo, quello della giustizia: «Ci batteremo per una grande riforma della giustizia e delle intercettazioni. Una riforma importantissima è il ripristino del segreto istruttorio (...) La riforma della giustizia è un'esigenza degli italiani, non di Silvio Berlusconi. Come diceva, Tortora: io sono innocente, spero lo siate anche voi» dice riferendosi ai magistrati. «Io ho le spalle larghe, resto in campo, ma quando queste cose accadono a un cittadino qualunque, come puo' difendersi dal tritacarne giudiziario?».
LA REPLICA DELLA FIGLIA DI TORTORA - «Non posso accettare questi paragoni, mio padre ha sempre rispettato i giudici, ha risposto alle loro domande e si è sempre presentato» ha risposto ai cronisti Silvia Tortora figlia di Enzo.                
FORMIGONI RISCHIA IL LINCIAGGIO - L'ex governatore della Lombardia, Roberto Formigoni, a fine comizio è stato inseguito dai manifestanti di sinistra. È stato sfiorato il contatto fisico mentre lui alzava le mani in segno di vittoria e viene insultato.

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