Il 'format' di sicuro successo è stato lanciato nelle settimane scorse in occasione delle discussioni e dei question time su terremoto in Emilia e crediti alle PA ed ha acquistato sempre maggiori sostenitori. Il cuore del problema, spiegano i pentastellati, è l'assenteismo dei parlamentari di Pd e Pdl: quando in Aula non ci sono votazioni, e quindi la mancata presenza non viene sanzionata con decurtazioni sulla diaria, pochi tra i parlamentari della maggioranza si fanno vedere.
"Oggi question time. Noi cittadini tutti presenti", scrive Gianluca Castaldi, senatore cinque stelle, caricando una di queste foto, "Quando si vota vengono. L'assenza al voto è scalata dalla diaria!!!". Stessi toni, e scatto simile, anche per l'altro senatore grillino Giuseppe Vacciano: "La nostra interrogazione sulla Tav interessa molto ai "colleghi" del Pdl", che poi specifica, "Devo onestamente testimoniare che quelli del Pd sono sempre molto più presenti, seppure non nella totalità la differenza è evidente. Oggi la presenza non è "monetizzata", non essendo prevista votazione. Sarà un motivo in più?".
Rincara la dose Giuseppe Brescia, deputato del Movimento. "Buongiorno! Ieri abbiamo finito di lavorare alle 20 30 ed oggi alle 10 eravamo di nuovo a lavorare in aula. Nonostante ciò, come sapete abbiamo ritenuto opportuno anche tagliarci gli stipendi che ci sembravano iniqui se confrontanti con quelli dei normali cittadini [...]. In questa foto potete apprezzare quale sia il contributo in aula di chi non si è tagliato neanche un euro dallo stipendio. Questa è una cosa che non leggerete mai sui giornali...si chiama realtà!", scrive includendo una nuova foto dell'aula.
L'uso dei social network come strumento di denuncia anti-casta ha però fatto breccia anche nel Pd, con la senatrice Laura Puppato pronta a immortalare lo scarso interesse dei pidiellini sul tema esodati: "Question time con il ministro Giovannini su esodati e lavoro. Questi i banchi del centrodestra (Pdl e Lega). Vuoti. Deserti. Come quando si parlava dei terremotati dell'Abruzzo e dell'Emilia. Il lupo perde il pelo... ma non il vizio".
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