mercoledì 29 maggio 2013
martedì 28 maggio 2013
TRAVAGLIO COMMENTA IL RISULTATO DEL M5S
1) Comunicazione. Un movimento giovane e radioso, aggressivo ma sorridente, ha assunto via via una mutria ringhiosa, rancorosa, sospettosa, difensiva. Contro nemici veri ma prevedibili e contro nemici immaginari (il complotto interno dei traditori, le congiure dei partiti per spaccare i 5Stelle, le macchinazioni dei giornalisti, tutti cattivi a prescindere e servi per definizione).
2) Televisione. La scelta di Grillo di non mettere piede in tv e di costringere le tv a occuparsi di lui, azzeccata nella campagna per le politiche, è stata un suicidio in quella delle comunali: lì i comizi contro "Pdl e Pdmenoelle" lasciano il tempo che trovano. Chi vota vuol conoscere i candidati e i programmi. Se no gli schifati votano Grillo alle politiche e alle comunali si astengono.
3) Candidati. Il non-partito col non-statuto ha dei non-candidati, degli anonimi "portavoce". Che possono andar bene per opporsi in Parlamento, ma sono totalmente inadatti per l'elezione diretta e personalizzata dei sindaci. De Vito, a Roma, si presentava ai dibattiti tv leggendo un foglietto prestampato: anche se leggeva il Vangelo, levava la voglia di votarlo a chiunque non appartenga allo zoccolo duro del Movimento, che non supera il 10% (il resto è voto di opinione e va conquistato ogni volta).
4) Scelte nazionali. I balbettii delle consultazioni al Quirinale e degli incontri in streaming con Bersani e Letta, quando i 5Stelle non riuscirono a far capire la loro proposta di un governo fuori dai partiti con Rodotà, o Zagrebelsky, o Settis. E consentirono alla black propaganda anti-Grillo di addossargli la colpa dell'inciucio Pd-Pdl, già deciso la sera del voto, e di oscurare la bellissima candidatura di Rodotà al Quirinale.
5) Classe dirigente. Il sistema di selezione, con le parlamentarie nazionali online e con la votazione locale dei meet-up, tiene alla larga impresentabili, corrotti e riciclati, ma porta a galla troppi personaggi mediocri, se non addirittura imbarazzanti. Quella che piagnucola perché vuole andare a Ballarò, quello che campeggia dalla D'Urso, quelli che alla prima busta paga si fanno la pipì addosso e scatenano la rivolta della diaria. Consultare gli iscritti è fondamentale, ma necessita di un filtro successivo: meglio escludere qualcuno prima che espellerlo poi.
Ma anche alcuni meriti dei 5Stelle aiutano a spiegare la batosta. E sarebbe assurdo negarli.
1) Se tre mesi fa avesse prestato sottobanco 15 senatori a Bersani per il suo demenziale governicchio di minoranza, o se poi si fosse imbarcato nell'immondo carrozzone Letta-Alfano, il M5S si sarebbe guadagnato i favori dei giornaloni, della Rai e di mezza La7, che ora non lo lincerebbero da mane a sera, non inventerebbero scandali inesistenti (tipo i delirii della cronista di Report sulla pubblicità nel blog), non oscurerebbero la clamorosa rinuncia a 42 milioni di rimborsi elettorali, non lo accuserebbero di perder tempo a "parlare di scontrini" o di essere come tutti gli altri.
2) Le battaglie e i consensi dei 5Stelle hanno costretto gli elettori e i candidati del Pd a cambiare in meglio (il predatore migliora la specie predata): i primi, alle primarie, scelgono quasi sempre il più lontano dalla nomenklatura e più vicino alla società civile; i secondi, una volta in lizza, si ingrilliscono vieppiù rubando voti al candidato M5S. Pisapia a Milano, Doria a Genova, Renzi a Firenze, De Magistris a Napoli, Emiliano a Bari, Orlando a Palermo, Zedda a Cagliari, Serracchiani in Friuli. E ora Marino, che vince a Roma contro il Pd dell'inciucio (era per Rodotà). Invece alle politiche c'era Bersani con tutto il cucuzzaro, e Grillo superò il 25%. Ieri, nel pieno della débâcle alle comunali, i sondaggi nazionali davano M5S addirittura in ripresa al 24-25%. L'inciucio logora chi lo fa.
Marco Travaglio Da Il Fatto Quotidiano del 28/05/2013.
CLAMOROSO Video denuncia del reporter del movimento 5 stelle "non posso piu vivere in un paese del genere,vado via"...
Sfogo del reporter del movimento 5 stelle Salvatore Mandarà,famoso per aver filmato tutto lo tsunami tour a febbraio e conduttore di programmi sulla tv del movimento LA COSA,che ne ha un po per tutti e annuncia che lascerà l'italia perche non ne può piu di vivere in uno stato del genere (e non e il solo)....ascoltatelo...
VI CAPISCO...
TRATTO DAL BLOG DI BEPPE GRILLO
Non è corretto attribuire il (mancato) voto di ieri al M5S ai pennivendoli che da dopo le elezioni politiche diffamano h24 il M5S
sui giornali e su tutte le reti televisive, notoriamente di proprietà
dei partiti. Non è giusto. Il risultato delle elezioni comunali non è
stato frutto di cittadini disinformati. Al contrario, il voto, in quanto
comunale, vicino alla realtà quotidiana, è stato dato in piena
coscienza. Non si tratta di italiani che hanno sbagliato per
consuetudine o per dabbenaggine, ma di persone pienamente responsabili
della loro scelta. Non diamo la colpa ai giornalisti o ai talk show,
per favore. Possono aver inciso, ma non più di tanto. Il 50% o poco meno
non ha votato. Il rimanente è andato alle coalizioni di Pdl e
pdmenoelle e in parte al M5S. Capisco chi ha votato, convinto, per il
condannato in secondo grado per evasione fiscale e chi ha dato la sua
preferenza ai responsabili del disastro dell'ILVA, del Monte Paschi che
hanno come testimonial il prescritto Penati. Capisco
chi ha mantenuto la barra dritta e premiato i partiti che succhiano i
finanziamenti pubblici e non chi li ha restituiti allo Stato. Vi
capisco. Il vostro voto è stato pesato, meditato. Esistono due Italie,
la prima, che chiameremo Italia A, è composta da chi vive di politica,
500.000 persone, da chi ha la sicurezza di uno stipendio pubblico, 4
milioni di persone, dai pensionati, 19 milioni di persone (da cui vanno
dedotte le pensioni minime che sono una vergogna). La seconda, Italia B,
di lavoratori autonomi, cassintegrati, precari, piccole e media
imprese, studenti. La prima è interessata giustamente allo status quo.
Si vota per sé stessi e poi per il Paese. Nella nostra bandiera c'è
scritto "Teniamo famiglia". In questi mesi non ho sentito casi
di funzionari pubblici, pluripensionati o dirigenti di partecipate che
si siano suicidati. Invece, giornalmente, sfrattati, imprenditori
falliti, disoccupati si danno fuoco, si buttano dalla finestra o si
impiccano. Queste due Italie sono legate tra loro come gemelli siamesi,
come la sabbia di una clessidra. L'Italia A non può vivere senza il
contributo fiscale dell'Italia B, ma quest'ultima sta morendo, ogni
minuto un'impresa ci lascia per sempre. Vi capisco comunque, la
pensione, in particolare se doppia o superiore ai 5.000 euro, è davvero
importante. Lo stipendio vi fa sopravvivere, che sia pubblico o politico
non ha importanza. Il M5S ha commesso errori, chissà quanti, ma è stato
l'unico a restituire, nella Storia della Repubblica, 42 milioni di euro allo Stato,
a tagliare lo stipendio dei parlamentari e a destinare i tre quarti di
quello dei consiglieri regionali siciliani alla microimpresa. L'Autunno
Freddo è vicino e forse, per allora, l'Italia A capirà che votando chi
li rassicura, ma in realtà ha distrutto il Paese, si sta condannando a
una via senza ritorno. Vi capisco, avete fatto bene.
Ps: Ringrazio tutti coloro che hanno "rischiato" dando il loro voto al M5S che avrà a seguito di queste elezioni dove si presenta in 199 comuni, in quasi tutti per la prima volta, circa 3/400 nuovi consiglieri, raddoppiando quelli attuali.
Ps: Ringrazio tutti coloro che hanno "rischiato" dando il loro voto al M5S che avrà a seguito di queste elezioni dove si presenta in 199 comuni, in quasi tutti per la prima volta, circa 3/400 nuovi consiglieri, raddoppiando quelli attuali.
E’ giunta l’ora di comunicare con l’Italia intera
Il MoVimento 5 Stelle è politica, e di questo bisogna prenderne atto, subito, immediatamente.
La denuncia che parte da queste pagine vuole essere seria, impegnata, costruttiva. L’idea che abbiamo da questa parte della barricata è imprescindibile per il futuro di un movimento che ha raccolto quasi nove milioni di voti.
Agli albori l’idea di essere contro tutto e tutti è stata il traino che ha portato ad un risultato di proporzioni mondiali, insperato anche dall’interno. Oggi è cambiato tutto, da quel 26 febbraio è inevitabilmente girato il mondo a 5 Stelle. Oggi siamo dentro al Parlamento, e una volta entrati abbiamo avuto la forza di fare politica. Ma in questo Paese, soprattutto in questo Paese, la politica passa dalle televisioni, e noi dobbiamo essere presenti, sempre più presenti. Punto.
Ieri sera da PiazzaPulita abbiamo avuto l’esempio, con l’intervento di Marcello De Vito e di Alessandro Di Battista.
Niente di rilevante, ma la loro presenza nel rispondere punto su punto agli argomenti proposti dal format di Corrado Formigli ha evidenziato come in questi tre mesi il silenzio voluto dalla base non ha portato nulla di positivo, anzi.
I conti vanno fatti con gli abitanti del miserabile paesello al centro del Mediterraneo. I conti li possiamo fare con il post uscito in queste ore sul Blog di Beppe Grillo: 19 milioni di pensionati, 4 milioni di stipendiati pubblici, 500mila che vivono di politica. Tutti facenti parte di un’Italia che va ancora a votare per il proprio tornaconto, ognuno per il proprio tozzo di pane. Quel 60% che ha deciso nel week-end appena trascorso di votare i responsabili del disastro dell’ILVA, del Monte Paschi di Siena, l’amministrazione che nel 2008 ha portato il comune di Roma ad accumulare un debito di 12 miliardi di euro. E non è un caso se in questi mesi/anni non ci siano stati casi di funzionari pubblici, pluripensionati o dirigenti di partecipate che si siano suicidati, mentre al contrario sfrattati, imprenditori falliti, disoccupati si danno fuoco, si buttano dalla finestra o si impiccano.
E’ giunta l’ora di comunicare con l’Italia intera, è giunta l’ora di andare in televisione non a fare i politicanti ma a parlare di Politica, è giunta l’ora di rendere pubblico attraverso quel mezzo idee, programmi, proposte, è giunta l’ora di rispedire al mittente tutto il fango che minuto per minuto, in questi lunghi tre mesi, c’è stato buttato addosso.
lunedì 27 maggio 2013
Democrazia liquefatta
TRATTO DAL BLOG DI BEPPE GRILLO
"I risultati definitivi della tornata elettorale
amministrativa si sapranno soltanto a sera inoltrata. Eppure i giornali
già titolano "Crollo del M5S". E' un titolo banale: tutti
sapevano - per primi gli elettori e gli attivisti del MoVimento - che
nelle elezioni comunali il M5S non avrebbe certo ripetuto il risultato
delle politiche. Del resto, tra persone sincere questo fatto non sarebbe
neppure oggetto di discussione: non c'è nessun rapporto tra le
consultazioni politiche nazionali e le elezioni locali. Il problema,
però, è un altro, ben più profondo: perché dovremmo essere felici, ed
esultare, di fronte al "crollo" del M5S? Hanno forse vinto il Pd o il Pdl? I "partiti"
hanno riacquistato la fiducia dei cittadini? Di cosa dovremmo essere
felici? Del fatto che un romano su due non è andato a votare? Di un
grado di astensione che non ha precedenti? È sorprendente vedere come si
possono leggere le notizie, come la stampa possa presentarle. Possibile
che non capiscano il dato reale? Ossia che la crisi della democrazia
rappresentativa continua ad acuirsi, a farsi sempre più grave. Si
attacca il M5S, ossia l'unica forza politica che è riuscita nel
tentativo di riportare i cittadini alla partecipazione politica,
all'interesse per la cosa pubblica. Un italiano su due non è andato a
votare: questa è la crisi, sempre più profonda, della partitocrazia, e
non il "crollo" del M5S. Si è tanto spesso parlato di "società liquida".
Ebbene, la nostra è una democrazia liquida, ma liquida va inteso come
liquefatta. Lo sconfitto è il sistema dei partiti. Lo sconfitto è un
sistema politico che non funziona più." Paolo Becchi
domenica 26 maggio 2013
UN COMUNE A 5 STELLE OTTIENE QUESTI RISULTATI CHE NESSUN MEZZO D'INFORMAZIONE TRADIZIONALE VI DARà...
TRATTO DAL BLOG DI GRILLO...
Dopo un anno di amministrazione M5S a Parma questi sono i più importanti obiettivi raggiunti:
- Debito ridotto: circa 200 milioni in meno rispetto ad un anno fa. L’opposizione fino a qualche mese fa chiedeva procedura per dissesto finanziario, ora invece i conti sono in ordine
- Raccolta differenziata: nel Centro cittadino è al 70%, il nuovo obbiettivo è di arrivare al 70% nell’intero circondario.
- Bilancio in avanzo: il Bilancio è stato chiuso a gennaio. Prima di tutti. Ora con i dividendi Iren circa 600 mila euro sono destinati alle famiglie, 200 mila per il fondo anti crisi e per un altro milione spendibile (derivante da avanzo di Bilancio) si deciderà a settembre. Altri 15 milioni di avanzo servono in parte per il fondo rischi per salvaguardare il Comune dalle cause provocate dalla passata amministrazione.
- Partecipazione dei cittadini: Nel corso di un anno si sono tenuti 40 incontri pubblici, partecipati e volti a spiegare i progetti della Giunta e per recepire le problematiche riscontrate dai cittadini
- Trasparenza: il Comune di Parma oggi, pubblica online tutte le determine dirigenziali. Si rende noto ogni capitolo di spesa di questa Giunta: le determine dirigenziali sono documenti che le Pubbliche Amministrazioni in genere tengono gelosamente nascoste, perché al loro interno spesso si cela spreco di denaro pubblico. Ieri per averle serviva una richiesta di accesso agli atti, oggi basta un clic sul sito del Comune di Parma.
- Debito ridotto: circa 200 milioni in meno rispetto ad un anno fa. L’opposizione fino a qualche mese fa chiedeva procedura per dissesto finanziario, ora invece i conti sono in ordine
- Raccolta differenziata: nel Centro cittadino è al 70%, il nuovo obbiettivo è di arrivare al 70% nell’intero circondario.
- Bilancio in avanzo: il Bilancio è stato chiuso a gennaio. Prima di tutti. Ora con i dividendi Iren circa 600 mila euro sono destinati alle famiglie, 200 mila per il fondo anti crisi e per un altro milione spendibile (derivante da avanzo di Bilancio) si deciderà a settembre. Altri 15 milioni di avanzo servono in parte per il fondo rischi per salvaguardare il Comune dalle cause provocate dalla passata amministrazione.
- Partecipazione dei cittadini: Nel corso di un anno si sono tenuti 40 incontri pubblici, partecipati e volti a spiegare i progetti della Giunta e per recepire le problematiche riscontrate dai cittadini
- Trasparenza: il Comune di Parma oggi, pubblica online tutte le determine dirigenziali. Si rende noto ogni capitolo di spesa di questa Giunta: le determine dirigenziali sono documenti che le Pubbliche Amministrazioni in genere tengono gelosamente nascoste, perché al loro interno spesso si cela spreco di denaro pubblico. Ieri per averle serviva una richiesta di accesso agli atti, oggi basta un clic sul sito del Comune di Parma.
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